martedì 9 aprile 2019

Chi ha sete venga a me...

Cammino portando in cuore un sogno. Quello di vedere la dignita' di persona umana sul volto di ogni fratello e sorella. A tutte le latitudini. Sogno con i piedi ben a terra che ormai vanno in automatico. Ma continuo a sognare e camminare. Un modo per stare a lungo con Dio, anche nella fatica che prende gambe e piedi.

Ripenso alle tantissime persone e situazioni vissute in Ciad che non vivono i caratteri della dignita' umana...c'e' ancora e sempre missione. In Africa e ovunque.
Le affido e chiedo di poter lottare anche in Europa con tutto quello che sono per vedere restaurato il volto di Gesu di Nazaret sui volti dei crocifissi della storia. Per questo ho sete di Lui e di giustizia. E come mi invita a fare il capitolo 7 di Giovanni provo ad andare a Lui.
Il pellegrinaggio ne e' una forma. Un modo per restare con Lui. Per fare ritiro. Esteriore ed interiore. Per andare nelle profondita' delle mie bassezze e mediocrita'. Amato da Lui proprio cosi' e non nonostante cosi'.
Accolto e invitato sempre a rialzarmi. Mai giudicato.

Intanto oggi tappa da 29 km: Logrono-Najera. E Santiago si avvicina. Ma io sono ancora lontano, molto lontano dal mio sogno. Dio ha ancora tanto lavoro con me. Un giorno spero pero' di essere io stesso, come diceva una bellissima preghiera di un anonimo del XIV secolo, le gambe, le braccia, il cuore di Gesu' di Nazaret.

lunedì 8 aprile 2019

Dacci sempre questo pane

" Fermatevi nel cammino e guardate, informatevi dei sentieri del passato. Dove sta la strada buona percorretela, cosi' troverete pace per la vostra vita". Ger 6,16

Ho camminato nel buio su un lunghissimo sentiero a partire dalle 6 di mattina. Meditavo il salmo 22: " Anche se andassi per valle oscura non avrei a temere alcun male". Ho ringraziato quando e' arrivata sorella acqua che da sollievo a madre Terra. Anche se sotto al poncho e sul fango non era cosi' facile. 28 Km fino a Logrono. Meditando questi anni in Africa...volti, storie, comunita', lotte che sono parte di me. E restando sul capitolo 6 di Giovanni. Quello del pane vivo che e' Gesu' di Nazaret. Ne ho sempre piu' fame e sete. In fondo mi interessa incontrare Lui nel profondo. Non arrivare a Santiago. Perche' l'arrivo semplicemente non c'e'...ci sono ripartenze. C'e' il cammino che continua. Del resto l' uomo di Nazaret si e' presentato come " la strada".

Medito sulla tragedia ruandese di 25 anni fa. Proprio in questi giorni la memoria. E su quella rischiosissima che si sta giocando in Libia proprio ora. Con gia' molti sfollati e rifugiati.

In serata accolti benissimo nella parrocchia di Logrono. Eucarestia insieme.Cena ottima offerta da loro. Preghiera del pellegrino, lavata di piatti e tutti a letto che...el camino nos eapera!



domenica 7 aprile 2019

Alzati, prendi la tua barella e cammina...

Gesu di Nazaret rimette in piedi chi fa fatica nel camino. Chi e' caduto e non ce la fa a tirardi su. Chi e' rimasto indietro. Come l' uomo del capitolo 5 di Giovanni. Cosi' mi ha rialzato tante volte nella vita. E camminando ringrazio. Prendendo in mano i miei errori, le mie contraddizioni e i miei limiti. Per camminare ripartendo da li'. Con spero piu' umilta' e umanita'. In questo l'Africa e' stata maestra di vita e lo sento sulla pelle.

Oggi tappa piu' semplice, 22 Km, molto in solitaria per ascoltare il silenzio. A tratti con Stefano e Roberto di Modena, Sonia di Siena. Lungo tratto in campagna su un bellissimo sentiero. Camminando ripensavo al Vangelo e a come Gesu' nel capitolo 5 di Giovanni invita ad ascoltare la sua Parola e ad affidarsi a Lui per avere una vita che non finisce. Ho sempre sognato l'Infinito, una vita che non finisce...e questo sogno sento che si avvera gia' da adesso quando mi affido davvero. Appartengo a Lui e soltanto a Lui. Anche questo insegna il " camino".

In serata all' ostello municipale ci prepariamo pasta e legumi con Lia e Dario da Belluno, Edoardo da Torino, Maurizio, Sonia e Peter dal Canada.

Siempre adelante caminante!

sabato 6 aprile 2019

Dammi quest'acqua...

Il cammino e' una storia d'amore. Tra Dio e il suo popolo. Un amore appassionato che mette in marcia. E io, come te, siamo popolo. Camminare e' ricercare Dio e se'stessi...per osare le alte vette dell'amore...tanto per utilizzare il linguaggio di Timorosa, protagonista del mitico libro che mi sto rileggendo nel "camino" per l'ennesima volta: " Piedi di cerva sulle alte vette- Cammino a Dio attraverso il cantico". Una giovane pecora storpia che ha sete di cambiare vita. Come la sete di un acqua diversa che Gesu di Nazaret propone alla Samaritana.nel capitolo 4 di Giovanni. Tutto il cammino ho chiesto quest' acqua che non dara' piu sete perche' incontrato davvero Gesu' di Nazaret e il suo Vangelo la vita e' appassionante al punto che la felicita' non la si va piu' a cercare altrove. Almeno per me e' cosi'. E anche per la piccola Timorosa che sogna di mettere su piedi di cerva per scalare. Accompagnata dalle due guide: tristezza e sofferenza.

Oggi tappa mitica di 34 chilometri che sono volati via...tra ponti romani, chiesette abbandonate nella campagna, fiumi dove far riposare i piedi nell' acqua gelida, il ricordo dei 92 martiri della guerra civile spagnola. Il " camino" passa attraverso paesini splendidi del nord della Spagna, da piazze principali e cattedrali.
Cammino con Ian inglese e all'arrivo incontriamo in ostello Stefano e Roberto di Modena. Insieme usciamo e andiamo a mangiarci un menu' del pellegrino. La solidarieta' nel " camino" si tocca con mano e tutti offrono da mangiare a chi passa. Anche l' acqua si condivide. Resta osare condividere con piu' coraggio l'acqua viva che ci smuove dentro. A volte si parte piano e non ci si espone con i compagni di cammino. Ma poi poco alla volta si comincia ad aprirsi e vien fuori il sogno che ognuno porta dentro nel " camino". La sete di essere amati e di amare...di cui c'e' urgenza massima nel mondo.

venerdì 5 aprile 2019

Rinascere dall'alto

Piu cammino e piu' sono provocato dentro dalla Parola. Al capitolo 3 del Vangelo di Giovanni Gesu di Nazaret invita Nicodemo a rinascere dall' alto...dallo Spirito che da' vita.
Cosi' comincio ad intuire che il desiderio del cammino porta con se' delle sorprese che fanno parte dell'imprevedibile di Dio...l'invito a rinascere per tuffarmi in una nuova avventura!

Ho camminato oggi 27 chilometri in solitaria...con aiuto di Therese dalla Germania che mi ha fatto luce alle 6 del mattino e di Mary dall'Australia con cui abbiamo condiviso un tratto di strada e racconti di vita.
Meditavo l'incontro di notte tra Nicodemo e Gesu e sentivo dentro crescere la sete di lasciarlo fare, di nascere ancora dentro questa storia. " Si nasce per nascere" diceva Pascal.
La chiamata non finisce mai. Si rinnova. E allora si affaccia davanti a me una nuova fase della vita...tutta da scoprire. Non finiro'mai di ringraziare per le altre tappe...e resto aperto per le prossime. Saranno faticose certo...come il cammino di oggi e i chilometri macinati. A volte sembra di non farcela. E poi scopri una forza che non pensavi di avere. Cosi' e' la vita...sara' dura, anzi durissima...ma il cammino si fa' passo dopo passo, l' importante e' tenere il ritmo...di gambe, cuore e testa.

Incontro antichissime chiesette, attraverso ponti romanici, passo per boschi e sentieri che sudano storia.
Passo per Pamplona e mi fermo in Cattedrale ad affidare il cammino e tutti i camminanti del mondo...rifugiati, sfollati, migranti, nomadi. Affido tantissime persone che porto nel cuore e che mi han chiesto di essere ricordate...Affido le Afriche che porto nel cuore...
Sognando con Dio con le parole di Isaia il giorno in cui " Preparera' il Signore degli eserciti per tutti i popoli, su questo monte, un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati. Egli strappera' su questo monte il velo che copriva la faccia di tutti i popoli e la coltre distesa su tutte le nazioni. Eliminera' la morte per sempre. Il Signore Dio asciughera' le lacrime su ogni volto."
Isaia 2,6-8

giovedì 4 aprile 2019

Conosce quello che c'e' nell'uomo...


Siamo partiti alle 7 da Roncisvalle davanti a questa bellissima chiesetta romanica passando per l' ospedale che nel Medioevo accoglieva i pellegrini massacrati dal cammino.
Camminando tra i boschi ho meditato tutto il secondo capitolo del Vangelo di Giovanni. Mi sono soffermato sull' ultimo versetto, il 25. Quello dove dice che Gesu' conosce il cuore dell'uomo. Cosi mi sono messo a nudo davanti a Lui riconoscendo i limiti e i doni che ho ricevuto. Ho ringraziato di tutto.
Ho fatto tesoro di tutto questo tempo con Lui dove mi ha fatto scoprire me stesso. L' avventura piu' interessante del mondo: ascoltare e conoscere se'stessi.
Sono rimasto molto in silenzio, ho condiviso con altri camminatori, ho ascoltato il silenzio della neve che anche oggi ha accompaganto i nostri passi.
Siamo arrivati alle 15 a Larrasouna. Una doccia, un breve riposo, il tempo di lavare i panni e di preparare penne e lenticchie. Un bicchiere di vino condiviso con i camminatori e poi a letto presto.
Domani ci aspetta altra tappa impegnativa.
Adelante caminante!
" Il cammino non esiste,
il cammino sei tu!"

mercoledì 3 aprile 2019

Chi cerchi?

Gv 1,38
Abbiamo camminato con Edoardo di Torino dalle 6h30 alle 13h30 per 27 chilometri sotto la neve. Prima tappa da San Pied de Port a Roncisvalles. Panorami bellissime e salite dure sui Pirenei.
Perche' cammino?

Per cercare Dio. Ringraziarlo di tutti questi anni di Ciad. Dei volti incontrati, delle vicende missionarie, delle gioie e delle sconfitte.

Per affidargli tante persone care. Dall' Africa all'Europa.

Per chiedergli il coraggio di stare vicino agli ultimi del mondo e lottare contro tutte le ingiustizie che attanagliano questo nostro pazzo mondo.
Al fianco camminano pellegrini da tutto il mondo. 
Ognuno con le sue motivazioni, ognuno.per la sua strada. Ma " el camino" ci accomuna e ci fa sentire un popolo in strada.
Quella strada che mi fa fare cosi bene memoria della mia vita missionaria in cammino: bellissima e durissima.
Facendomi risuonare nel cuore le parole di Daniele Comboni che sono circolate lunedi al saluto ultimo di Michele Russo nostro caro e grande vescovo comboniano in Ciad:
" Il missionario deve essere disposto a tutto. La nostra vita e' un misto di dolore e movimenti, di affanni e di speranze, di patimenti e conforti. Si lavora con le mani e con la testa, si viaggia a piedi o in piroga, si studia, si suda, si soffre, si gode: ecco quello che vuole da noi la Provvidenza".