venerdì 17 maggio 2013

I dannati di Toukra








Non ho mai visto gente vivere cosi!

Capanne e tende ammassate l’una all’altra con tetti in celofan o paglia con buchi da tutte le parti. 

Pochi bagni per 5000 persone in cerca di speranza. Sotto un sole cocente che raggiunge i 47 gradi nei momenti più caldi la vita é impossibile. Degli alberi neanche l’ombra. Un pozzo costruito dagli organismi umanitari, due scuole allestite dall’Unicef e qualche sacco di miglio. 

Per il resto devono arrangiarsi da bravi ciadiani. Le donne imperterrite raccolgono lo sterco delle mucche di passaggio e vendono i sacchi al mercato. Riescono cosi ad avere qualcosina per i bambini.

Sono i dannati di Toukra, sfollati alle porte di N’Djamena dopo l’alluvione dello scorso anno che ha dsirtutto le loro case nel quartiere di Walia. Dimenticati da tutti dopo le solite grandi promesse dei politici. Anche la Chiesa ha mollato. Ma a parole va ancora fortissimo...

Intanto Mady, il delegato dei rifugiati, non si perde d’animo e le prova tutte. Anche perché presto arriverà la pioggia e se non si fà niente sarà un disastro. Abbiamo coinvolto un amico giornalista che ha fatto un servizio sul campo. Ma poi é stato minacciato e non vuol tornare. 

Ora ci stiamo provando con politici e autorità religiose. I musulmani per il momento sembrano più sensibili dei cristiani. Crediamo che il soffio dello Spirito di Pentecoste ci suggerirà una soluzione...
Proviamo a non arrenderci, insieme preghiamo e celebriamo l’Eucarestia. 

Almeno Dio non dimentica...

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